La psicoanalisi, nata con Freud, continua a essere oggetto di profonda riflessione e dibattito, soprattutto nell’attualità del campo di studi delle scienze umane. Sebbene alcune critiche la considerino superata, grazie all’opera di Jacques Lacan essa ha subito una profonda rivisitazione che le ha permesso di riproporsi come metodo potente e valido per comprendere il funzionamento della mente umana e i suoi disagi esistenziali. La psicoanalisi, grazie soprattutto al lavoro del maestro Lacan e di chi ha saputo raccogliere il suo insegnamento, si concentra sull’esplorazione dell’inconscio, dei conflitti interiori e dei loro effetti sul comportamento, attraverso un nuovo apparato di teorie e modelli, che la pongono come lo strumento più avanzato di comprensione della soggettività umana.
“Spesso, nei più svariati orientamenti psicoterapeutici, si è tentato di potenziare l’efficacia clinica rafforzando la tecnica, sia essa tecnica comunicativa, corporea o del dispositivo del setting. La psicoanalisi lacaniana ha preso piuttosto la via di approfondire i principi, quelli che stanno alla base della pratica e su cui poggiano le condotte soggettive, i principi etici, dove hanno spazio il desiderio, le scelte, l’atto” (Marco Focchi)
La psicoanalisi, in particolare quella lacaniana, mantiene la sua unicità, rimanendo fedele alle teorie sull’inconscio freudiano e sui processi profondi che influenzano il comportamento umano. In particolare la psicoanalisi lacaniana si distingue per la sua enfasi sull’inconscio e la sua attenzione alla dimensione simbolica e linguistica dell’esperienza umana. Analisi del linguaggio, del rapporto tra significante e significato, rappresentano la dimensione simbolica dell’inconscio e fanno segno a una prospettiva logico-matematica sulla costruzione del soggetto e sulla composizione dei conflitti psicologici.
L’analisi delle formazioni dell’inconscio, che si svolge durante la seduta a tempo variabile, non mira direttamente e non promette affatto una salvifica guarigione, come accade invece per la maggior parte delle psicoterapie, che pongono la medicalizzazione dei comportamenti, seguita dall’omologazione dei risultati, come vettore costituente, fondamentale garanzia scientifica alla standardizzazione dei trattamenti della soggettività umana. Lacan si installa nel solco della psicoanalisi freudiana, che mira a ripristinare la posizione dell’Io come istanza in grado di costituire il nucleo logico e razionale di comando della soggettività dell’individuo. Ma più radicalmente rispetto ad essa Jacques Lacan si produce in un fondamentale avanzamento, e mostra, attraverso il proprio impianto teorico, la possibilità di un superamento di tale posizione, che si sostiene più avvertitamente in un “equilibrio” tra movimento etico e pulsionale.
La “verità” nel movimento etico lacaniano
Il movimento “eretico” e sovversivo, inscritto nel nucleo di composizione della teoria di Lacan, sollecita il soggetto a fare spazio alla propria estrema singolarità. Singolarità che con un’analisi personale avanzata inevitabilmente porta a sperimentare una verità interiore che costringe il soggetto a prendere in carico la responsabilità etica del proprio agire. Proprio per questa ragione, il punto di mira per la psicoanalisi non è la guarigione, piuttosto, mostra al soggetto la verità del suo personale desiderio, in un reale di libertà di cui potrebbe essere capace.


Lascia un commento